La storia

Il Corso di Medicina Generale nasce in Italia nel 1994, dopo l’ennesimo ultimatum della Comunità Europea affinché i medici di Medicina Generale avessero un percorso formativo ad hoc. La nascita “per obbligo comunitario” ha influenzato la qualità, i finanziamenti e la pratica del Vocational Training in Italia. Gestito dall’Ente provincia Autonoma di Trento, fino al 2000 il Corso ha cadenza biennale, è  diretto dal dott. Giovanni Fumo ed ha la sua sede presso l’Assessorato alla Salute. 

Nel 2000 il Corso viene affidato ad una collaborazione congiunta, attraverso una Convenzione tra Assessorato alla Salute e Ordine dei Medici Provinciale “garantendo ai Corsi l’autonomia finanziaria e decisionale in campo didattico organizzativo con i dovuti meccanismi di controllo e verifica”. Ne assume la Direzione il dott. Fabrizio Valcanover, che con l’aiuto di altri colleghi tra cui i dottori Giuseppe Parisi e Pasquale Laurino, imprime un forte slancio e costituisce una “Scuola” a tutti gli effetti. L’innovazione importante, rispetto alle altre realtà, è quella di “formare i formatori”, vale a dire dedicare del tempo anche per formare dei medici di Medicina Generale che a loro volta si occupino della formazione dei loro colleghi, del supporto agli specialisti, della progettazione e della conduzione degli eventi formativi, organizzando degli appositi Corsi per tutor. 

I tradizionali percorsi didattici su temi clinici vengono integrati da percorsi didattici innovativi e sperimentali, come i seminari su tematiche sociologiche ed antropologiche, il laboratorio sulla relazione, il laboratorio culturale con l’utilizzo dei film. Nei programmi viene ad avere inoltre un importante rilievo la ricerca in medicina generale, che, con la sua specificità metodologica e di contenuto, ha un forte legame con la didattica e la formazione. Un’ altra caratteristica particolare è stata la creazione di un sito (primi in Italia) sul quale tutto il materiale didattico era pubblicato senza copyright per attività didattiche.

Nel 2004 (DlL 277/03) il Corso da biennale diventa triennale e nel contempo si procede con una revisione della Convenzione provinciale sottoscritta nel 2000: nasce formalmente la “Scuola di Formazione Specifica in Medicina Generale”. Questo periodo vede anche la partecipazione ai convegni Wonca (2003, 2004, 2006), dove sono presentate le attività didattiche. Nel 2006 si istituisce il Concorso nazionale annuale per entrare nelle Scuole di Formazione.

Nel 2009 la Direzione della Scuola va al dottor Pasquale Laurino, che prosegue nel solco della modalità di didattica e dei programmi già definiti.

Nel 2014 viene nominato il dott. Marco Clerici (già facente parte del gruppo direttivo e docente all’interno della Scuola stessa). A novembre 2015 la sede della Scuola è trasferita presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento, con la quale si instaura una collaborazione su temi legati alla Salute e Sanità di reciproco interesse.

A gennaio 2016 il dottor Clerici passa il testimone al nuovo Direttore della Scuola, il dott. Mauro Larcher, già docente nei primi anni di istituzione del Corso di formazione. In questo periodo la Scuola si apre a fattive collaborazioni scientifiche e culturali con le istituzioni di eccellenza presenti sul territorio provinciale: Università di Trento (CIBIO, CIMeC, Facoltà di Giurisprudenza) e Fondazione Kessler (FBK per la Salute, Centro sulla Salute Digitale).

Nel 2021 viene sottoscritto un Protocollo quadro, che rinnova completamente la disciplina della Scuola di formazione specifica in Medicina Generale di Trento, affidandone la gestione alla collaborazione congiunta dei diversi soggetti istituzionali che, a livello territoriale, sono coinvolti nella Sanità:

  • Ente Provincia Autonoma – Assessorato alla Salute e Politiche Sociali;
  • Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Trento (con responsabilità scientifico/didattica);
  • Fondazione Bruno Kessler (con responsabilità della gestione amministrativo/finanziaria;
  • Azienda provinciale per i Servizi Sanitari.

Il frutto del lavoro di questi anni e i confronti culturali che insistono all’interno della Scuola promuovono il concetto, secondo il quale il medico di Medicina Generale deve essere un professionista consapevole della propria specificità, capace di dare senso alla propria funzione e capace di riconoscere e saper utilizzare competenze trasversali, operando in equipe per fornire un’assistenza integrata sul territorio.